Pasolini e gli scontri…

(….)
E poi, guardateli come li vestono: come pagliacci,
con quella stoffa ruvida che puzza /
di rancio fureria e popolo. /
Peggio di tutto, naturalmente,
è lo stato psicologico cui sono ridotti
(per una quarantina di mille lire al mese):
senza più sorriso, senza più amicizia col mondo,
separati, esclusi (…)
Siamo ovviamente d’accordo contro /
l’istituzione della polizia.
Ma prendetevela contro la Magistratura

Pierpaolo Pasolini

In questa disinformazione nauseante, dopo gli incidenti di Torino, con relative strumentalizzazioni, è Pierpaolo Pasolini il più citato. Lo cita la destra come la sinistra, a sproprosito direi.

Era il 1 marzo del 1968, l’Italia era quotidianamente immersa nella contestazione e repressione studentesteca e operaia. A Valle Giulia a Roma, si tennero violenti scontri tra polizia e studenti e Pasolini scrisse una poesia. Era un tempo nel quale la poesia suscitava dibattito e accese duscussioni. E cosi fu.
Ma in quella poesia Pasolini non fece un elogio alla polizia, anzi. “siamo ovviamente daccordo contro l’istituzione della polizia” scrisse. E invitava a prendersela con la Magistratura.
In un periodo dove la Magistratura é faro portante della nostra disastrata sinistra, dovrebbe far riflettere questo.
Pasolini, che era un comunista mai pentito, vedeva bene come la giustizia era classista. Cone oggi. E alle contestazioni e aggressioni fasciste, rispondeva non porgendo l’altra guancia ma affrontandoli direttamente prendendoli a pugni!
Fatta questa premessa, importante e dimenticata dai solerti pasoliniani senza conoscere Pasolini, e vero che si schieró, polemicamente, dalla parte della polizia, senza dimenticare di scrivere che ” benché dalla parte della ragione” gli studenti avevano sbagliato:

I ragazzi poliziotti
che voi per sacro teppismo /
di eletta tradizione risorgimentale)
di figli di papà, avete bastonato,
appartengono all’altra classe sociale.
A Valle Giulia, ieri, si è cosi avuto /
un frammento
di lotta di classe: e voi, amici /
(benché dalla parte
della ragione) eravate i ricchi,
mentre i poliziotti (che erano dalla parte
del torto) erano i poveri.
Bella vittoria, dunque,
la vostra! In questi casi,
ai poliziotti si danno i fiori, amici.

Ma senza quel prima non si capisce il dopo. Oggi, quale analogia puó esserci con la buffonata di un agente preso a martellate ed il giorno dopo resuscitato come d’incanto da quella ferocia senza un graffio addosso, sorridente e fe!ice a stringere la mano alla fascista presidente del consiglio?